Diagnosi

Per una corretta diagnosi del Disturbo Autistico è importante  adottare procedure diagnostiche altamente standardizzate, integrate da strumenti di valutazione validati a livello internazionale, quali l'Autism Diagnostic Interview - Revised (ADI-R) (Lord et al., 1994), l' Autism Diagnostic Observation Schedule (ADOS) (Lord et al., 2000) e la Childhood Autism Rating Scale (CARS) (Schopler et al., 1988). Per lo stesso motivo, la valenza diagnostica degli elementi emersi dall'esame neuropsichiatrico deve essere definita facendo riferimento ai criteri espressi nei principali sistemi di nosografia codificata: attualmente il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders-Text Revision (DSM-IV-TR) (APA, 2000) è quello maggiormente utilizzato a livello internazionale.

I criteri con significato diagnostico sono rappresentati da:  

1) compromissione qualitativa dell'interazione sociale;

2) compromissione qualitativa della comunicazione verbale e non verbale;

3) modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati.

In base al DSM IV°-R la diagnosi di Autismo prevede la presenza di almeno 6 "sintomi", di cui almeno 2 riferibili ad una compromissione dell'interazione sociale, almeno 1 riferibile ad una compromissione della comunicazione verbale e non verbale ed almeno 1 riferibile ad una compromissione nell'area delle attività e degli interessi.

Criteri diagnostici del Disturbo Autistico (dal DSM-IV-R).

A. E' necessaria la presenza di un totale di 6 (o più) voci comprese nei punti (1), (2), e (3), con almeno 2 in (1), e uno ciascuno in (2) e (3):

1) compromissione qualitativa dell'interazione sociale, manifestata con almeno 2 dei seguenti:

a) marcata compromissione nell'uso di svariati comportamenti non verbali, come lo sguardo diretto, l'espressione mimica, le posture corporee, e i gesti che regolano l'interazione sociale

b) incapacità di sviluppare relazioni coi coetanei adeguate al livello di sviluppo

c) mancanza di ricerca spontanea della condivisione di gioie, interessi o obiettivi con altre persone (per es., non mostrare, portare, né richiamare l'attenzione su oggetti di proprio interesse)

d) mancanza di reciprocità sociale o emotiva;

2) compromissione qualitativa della comunicazione come manifestato da almeno 1 dei seguenti:

a) ritardo o totale mancanza dello sviluppo del linguaggio parlato (non accompagnato da un tentativo di compenso attraverso modalità alternative di comunicazione come gesti o mimica)

b) in soggetti con linguaggio adeguato, marcata compromissione della capacità di iniziare o sostenere una conversazione con altri

c) uso di linguaggio stereotipato e ripetitivo o linguaggio eccentrico

d) mancanza di giochi di simulazione vari e spontanei, o di giochi di imitazione sociale adeguati al livello di sviluppo;

3) modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati, come           manifestato da almeno 1 dei seguenti:

a) dedizione assorbente ad uno o più tipi di interessi ristretti e stereotipati anomali o per       intensità o per focalizzazione

b) sottomissione del tutto rigida ad inutili abitudini o rituali specifici

c) manierismi motori stereotipati e ripetitivi (battere o torcere le mani o il capo, o complessi movimenti di tutto il corpo)

d) persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti;

B. Ritardi o funzionamento anomalo in almeno una delle seguenti aree, con esordio prima dei 3 anni di età: (1) interazione sociale, (2) linguaggio usato nella comunicazione sociale, o (3) gioco simbolico o di immaginazione.

C. L'anomalia non è meglio attribuibile al Disturbo di Rett o al Disturbo Disintegrativo della Fanciullezza.